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Le origini della comunità risalgono al 2001, quando un numero esiguo di persone riunendosi per la consuetudine recita del Santo Rosario, alla fine della preghiera, ebbero un pensiero comune, preparare del latte caldo ed andare ad assistere i fratelli meno bisognosi, i senza fissa dimora, invece del solito caffè post preghiera.

Animati da questa azione, si misero all'opera, e donando del latte caldo, si soffermarono a parlare anche con molti “clochard”,(sarà l'unica volta che useremo questo termine) notando come questi fratelli, erano desiderosi di parlare, e di sentirsi considerati uomini e donne nel rispetto della loro dignità e non gente esclusa da una società ormai “emancipata”.

Amici, non solo stranieri, arrivati in Italia nei modi più disperati, ma anche italiani, di ogni dove. Alcuni di essi avevano avuto anche un passato glorioso, ex professionisti, laureati, insegnanti, che per varie vicissitudini si sono ritrovati senza più nulla, ma anche gente che nonostante lavorasse non riusciva a potersi permettere un pasto dignitoso. Troppo spesso dimenticati, o abbandonati nel loro dolore, in cerca di una parola di conforto che possa farli sentire vivi. Una realtà che non viene mai presenta nella giusta dimensione, ma sempre con molta immaginazione e discriminazione.

Sin da subito, rispecchiando quelle che saranno le peculiarità della comunità, si capì che oltre ad un pasto dignitoso e vestiario decente, bisognava donare anche la vera carità, attraverso il dialogo, un sorriso, l'ascolto, non essere solo degli spedizionieri, lavoro ormai diffuso attraverso servizi on line noti a tutti, ma era aprirsi all'altro, io per l'altro, l'altro per me, una comunione di amore con tutti, senza nessuna distinzione, senza nessuna casta, evangelizzare con tutti essere in missione per tutti, ascoltare tutti.

La benedizione di Dio e la protezione materna di Maria, che non lascia mai solo i propri figli affidati da Cristo sulla croce, “Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.” (Gv 19, 26-27), fa cresce vertiginosamente le persone che abbracciano questa missione, che si “arruolano” in questo cammino, di preghiera e carità.

Così la collocazione in una casa non è più idonea, sia per il numero crescente, sia perché se si vuole evangelizzare in nome di Cristo, occorre avere un identità parrocchiale ed essere in comunione con Santa Madre Chiesa.

La Divina Provvidenza, non tarda nel Suo agire, e fù cosi che Salvatore Esposito, terziario domenicano, e fondatore di questa comunità, ebbe a conoscere un catecumeno desideroso di ricevere i sacramenti di iniziazione cristiana. La sua parrocchia di appartenenza era Maria SS. Immacolata di Sant’Anastasia, dove il parroco era Don Davide D'Avino, il quale affiderà la preparazione del catecumeno allo stesso Salvatore e visto la cura e l'amore con cui veniva seguito questo catecumeno, successivamente gli verranno affidati anche i ragazzi che si preparavano a ricevere il sacramento della Confermazione. La forte intesa e collaborazione che nasce tra Don Davide e Salvatore, farà si ché gli studi di Salvatore, per la formazione sia come operatore pastorale che come Ministro Straordinario dell'Eucaristia, saranno sostenuti economicamente dal sacerdote, il quale accoglierà anche questa nuova realtà nascente sotto la sua guida pastorale, e mettendo a disposizione la parrocchia per la preghiera settimanale. Il nome della comunità fu “assegnato dal fu Padre Pasquale Cocozza, Sacerdote appartenente all’Ordine dei Predicatori del Convento di Madonna dell’Arco, guida spirituale di Salvatore e anche prima guida spirituale della comunità, in uno dei suoi momenti di dialogo con Salvatore, notando le velleità di questo gruppo suggeri il nome di “Il Cenacolo”. In seguito alla morte di padre Pasquale, la nuova guida spirituale è Padre Marco Nasta, anche lui Sacerdote appartenente all’Ordine dei Predicatori del Convento di Madonna dell’Arco.

La forte obbedienze e lo spirito di comunione con Santa Madre Chiesa, un preciso statuto interparrochiale e l'iscrizione all'albo delle on-lus, testimoniata anche da frutti tangibili, “Dai frutti si riconosce l’albero (Mt 7,16-20)”, ha fatto si che l'esperienza della comunità fosse messa anche al servizio di quei giovani che vivono l'esperienza del noviziato per discernere sulla loro vocazione sacerdotale. Nè è nata così anche una collaborazione con i frati predicatori del Santuario di Madonna dell’Arco, dove assieme ai frati predicatori si organizzano dei pranzi con tutti i fratelli che sono in difficoltà e che non hanno una dimora, ed in queste occasioni a scadenza quasi mensile,alcuni volontari che di professione sono barbieri e parrucchieri, mettono a disposizione la loro professionalità gratuitamente.

La comunità nel tempo ha allargato i suoi orizzonti, non si è limitata ad assistere solo i fratelli senza fissa dimora, ma anche ad aiutare famiglie economicamente disagiate, assistere concretamente i malati e i diversamente abili, e sposa ogni anno il progetto “Scuola per tutti”, fornendo materiale scolastico per combattere la brutta realtà dell’evasione scolastica, che spesso conduce i giovani verso scelte sbagliate.

Oggi la comunità conta un forte numero di partecipanti nonché di volontari che dedicano parte della loro vita per il prossimo in prima linea, nonché un cospicuo numero di altri fratelli che per problemi logistici non possono essere presenti sul territorio, ma che col loro contributo, non inteso nella sola accezione economica, aiuta a perseguire gli obiettivi.

La vita spirituale della comunità viene nutrita, oltre alla partecipazione alla Santa Messa, con incontri settimanali di preghiera vivendo la parola del vangelo, per poi poterla mettere in pratica, inoltre durante l'anno si vivono ritiri spirituali fuori sede, in Italia o all'estero 

La comunità è consacrata al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, e rinnova la consacrazione ogni anno, dal 22 maggio 2019 la comunità si dedica alla preghiera per le malattie oncologiche, ogni 22 del mese la comunità si ritrova per celebrare la Santa Eucarestia, la recita del Rosario, e la preghiera del malato oncologico.